Intervista a Gianni Santorelli, il decano della LVPA Frascati

Intervista a Gianni Santorelli, il decano della LVPA Frascati

Sessant’anni nel mondo del calcio non passano inosservati, specialmente se ti chiami Gianni Santorelli e hai vissuto esperienze non solo nel Lazio o in Italia, ma in tutto il mondo, con club e nazionali.

Ma quando parli con Gianni Santorelli, in fondo, sembra di parlare con un ragazzo che ha appena messo i piedi in un campo da calcio per la passione e l’amore che ha per questo sport. E per la LVPA, ovviamente, per quella società dove ha chiuso la carriera da calciatore e iniziato quella da allenatore.

«La LVPA è stato l’ultimo club dove ho giocato e il primo dove ho allenato. Mi diedero la Juniores, e dopo allenai anche in Promozione quando non c’era l’Eccellenza. Ho un legame grande con questo club» sottolinea il Direttore in apertura della sua intervista.

Ma non c’è stata solo la LVPA nella storia del Direttore, figura preziosa e di riferimento per tutto il club e per la prima squadra. Dalla Primavera con la Juventus sino alla Serie C con la VJS Velletri, Gianni Santorelli è stato un ottimo portiere negli anni ’70, dopo ha iniziato una lunga carriera da allenatore e dirigente.

«Il calcio mi ha dato tanto e mi ritengo una persona fortunata, perché con lui ho girato l’Italia ed il mondo – ricorda Santorelli.

Dopo la LVPA mi chiamarono Ottaviani e Sabatini alla Lazio per fare l’allenatore dei portieri nel settore giovanile. Indossare la maglia della Lazio ed allenare i ragazzi fu un grandissimo orgoglio, ma anche un’opportunità: lì conobbi il grande Beppe Dossena che poi mi volle con sé in futuro, mi portò in giro per il mondo con nazionali e club esteri».

Lasciata la Lazio sul finire degli anni ’90, Santorelli iniziò a girare il mondo. Il Direttore ricorda: «Dossena venne chiamato ad allenare il Ghana e quindi andammo a lavorare in Africa, allenavo Richard Kingston, uno dei portieri più forti della storia del Ghana. Siamo andati ai Mondiali Under 20 nel 1999, abbiamo affrontato gente come Cambiasso, gli spagnoli Xavi e Casillas che ci eliminarono in semifinale.

Cosa mi rimane del continente nero? Il Mal d’Africa. Abbiamo vissuto in contesti pieni di povertà, ma dove c’era gioia di vivere e spensieratezza. I bambini africani erano sempre sorridenti nonostante tutto, si divertivano con il calcio in maniera autentica, ci diedero grandi lezioni di vita. Mi manca tanto quel periodo, è stato indimenticabile».

Con Dossena lavorerà anche in Albania, seguendo per un anno la nazionale dove allenava Tare, Bogdani e il padre di Strakosha, poi il ritorno in Italia con Lodigiani, Cisco Roma e infine la LVPA, dove ora cerca l’ennesima impresa della sua carriera, decano di un gruppo squadra formidabile.

«Credo che sul valore della rosa della LVPA ci sia poco da dire, sono tutti ottimi calciatori.

Ma soprattutto, io credo che questi ragazzi siano anche dei grandi uomini – sottolinea Santorelli – e ci piace tanto stare insieme. Abbiamo i nostri riti, dalla pizza al termine degli allenamenti, alla musica nello spogliatoio, le riunioni, le trasferte insieme sul pullman, la presenza del team manager Pino Pompili che è quasi un dodicesimo uomo.

Giordano Moroncelli ha fatto un lavoro fantastico, ha assemblato un gruppo di persone meravigliose e riesce a gestirle in maniera equilibrata. Siamo una squadra che emoziona in campo e fuori. Con questi valori tecnici e umani sono sicuro che arriveremo a giocarcela fino in fondo».

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