Portieri. Intervista al preparatore Sufaj

Portieri. Intervista al preparatore Sufaj

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Il nostro ufficio stampa ha fatto una bellissima chiacchierata con Klodian Sufaj, preparatore dei portieri sia dell’attività di base e che dell’agonistica.

Mister partiamo da una definizione generale ed attuale. Secondo te, qual è il profilo ideale del portiere moderno? “Il ruolo del portiere è già di per sé diverso dagli altri, inoltre, con il tempo continua la sua evoluzione dove si richiede sempre di più la partecipazione durante il gioco. Secondo me il portiere moderno ha bisogno deve essere un atleta completo a 360°, deve saper giocare con i piedi ed aiutare i compagni durante l’impostazione dal basso, senza però trascurare la tecnica della parata che deve rimanere l’aspetto da curare maggiormente poiché, lo sottolineo, il suo compito principale è parare. Per quanto riguarda gli aspetti caratteriali, deve essere deciso e sicuro di sé in quello che fa, sapere incoraggiare i compagni, essere sempre lucido mentalmente e nel vivo della gara.”

Obiettivi e sedute di allenamento. Quale la differenza tra attività di base ed agonistica? “Con l’attività di base le sedute di allenamento sono sotto forma ludica, svolte attraverso piccole sfide dove si allenano, oltre alla tecnica della parata, anche aspetti coordinativi, cognitivi e condizionali. Con i portieri dell’agonistica invece, lavoriamo separatamente. La tecnica della parata è uguale per tutti i portieri, ovviamente tutti hanno delle caratteristiche morfologiche differenti quindi ci sarà sempre una differenza da un portiere all’altro anche se di pari età. La struttura tipo è suddivisa in tre blocchi: attivazione, analitico del gesto tecnico interessato e in fine una proposta situazionale. Do grande importanza al situazionale perché è quella proposta che si avvicina maggiormente alla partita, dove “vivendo” diverse situazioni, si amplia il loro bagaglio di esperienze di gioco ed ho modo di correggere in maniera tempestiva eventuali errori.” 

Un passaggio importante, delicato ed essenziale per ogni atleta, in particolare per ogni portiere. Come vai a gestire l’errore di un tuo ragazzo? “Il portiere purtroppo non può permettersi di sbagliare, perché ogni suo errore può portare ad un gol della squadra avversaria. L’importante è non abbattersi e rialzarsi. Stiamo parlando di bambini e adolescenti, gli errori si fanno ed è normale che accadano. E’ importante imparare da essi così che si possa migliora e crescere. Andrebbe evitato di fargliene delle colpe, andrebbero incoraggiati e spronati, per fortuna alla Lupa Frascati se un compagno è in difficoltà si fa di tutto per aiutarlo a rialzarsi. Di questo, va dato merito in primis agli Istruttori e Allenatori sempre disponibili, ma anche ai loro compagni!”

Qual è il rapporto e quale il confronto con gli staff tecnici della Scuola Calcio e del Settore Giovanile Agonistico? “Il confronto è sempre all’ordine del giorno ed essendo tra i più giovani dello staff per me è sempre un buon momento per crescere. Siamo una piccola famiglia, quando serve ci aiutiamo, ci diamo consigli, ridiamo e scherziamo di continuo ma quando c’è da lavorare c’è grande serietà e la professionalità da parte di tutti.”

Concludiamo chiedendoti: come preparatore dei portieri, quando ti ritieni soddisfatto? “Come Allenatore dei portieri, la soddisfazione di vedere un bambino/ragazzo che con l’impegno riesce a fare una cosa che prima non sapeva fare è sempre un grandissimo piacere. Come persona, la mia più grande soddisfazione è vedere l’armonia e il sorriso tra i nostri piccoli e grandi numero 1 anche in un momento difficile come quello che stiamo vivendo.”

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