Scuola Calcio. Le parole di Mister Santodonato

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Il punto della situazione dell’Istruttore degli Esordienti 2009, Emiliano Santodonato.

CAPACITA’ DI ADATTAMENTO E RIPROGRAMMAZIONE PER SUPERARE IL MOMENTO – “In questo momento difficile e delicato per tutti, ho cercato  di cambiare la mia visione di allenamento. Ho riprogrammato le sedute di lavoro dando ancor più spazio all’aspetto ludico, utilizzando il gioco per i lavori di tecnica specifica. Visto il protocollo che impedisce esercitazioni di contatto, ho cercato, inoltre, di far capire ai ragazzi che dobbiamo sfruttare questo momento per concentrarci su esercizi di tecnica e dominio della palla. Per fare ciò ho incentivato costantemente l’interesse della mia squadra, proponendo una tipologia di allenamento stimolante, divertente e allo stesso tempo proficuo. Confrontandomi anche con alcuni colleghi di altre Società, sto notando che, purtroppo, si sta verificando quel fenomeno preoccupante di abbandono da parte dei ragazzi.  Per questo, oggi più che mai, nel pieno rispetto delle regole, è fondamentale mantenere viva la fiamma della passione per questo sport e creare momenti di svago e divertimento nonostante ansie, paure e problematiche legate al periodo”

STIMOLARE IN MANIERA CONTINUA I RAGAZZI – “Oggi è molto difficile motivare i ragazzi, in quanto gran parte del loro stimolo è ovviamene legato alla partita. Diventa quindi, come detto prima, fondamentale all’interno di ogni struttura di allenamento, l’aspetto del divertimento e della sfida tra di loro. Anche semplici e banali esercitazioni tecniche se poste in modo divertente e sopratutto di sfida tra di loro aumentano la competitività dei ragazzi e dove c’è competitività, c’è motivazione e miglioramento.”

MISSIONE ED OBIETTIVI. IL PERCORSO DI CRESCITA GRADUALE DEI RAGAZZI – “Obiettivi da raggiungere e programmazione sono la fondamenta su cui costruire la crescita dei ragazzi. Ovviamente variano a seconda delle fasce di età con cui abbiamo a che fare. Per quanto riguarda il mio gruppo, essendo categoria Esordienti e quindi ormai dei ragazzi e non più dei bambini, gli aspetti fondamentali da curare secondo me sono due: insegnare al ragazzo l’importanza di allenarsi in una certa maniera; far comprendere loro l’importanza e la bellezza della condivisione, del gioco e spirito di squadra più che del singolo.”

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